registrato e mixato da claudio morselli
 all'esagono recording studio / rubiera (reggio emilia)
 stringimi (begey trip) additional production begey
 come ho perso la mia guerra / al limite
 
registrato e mixato da mao in "casa sua"
 masterizzato da paul libson al profile studio (milano)
 produzione esecutiva valerio soave per mescal 
 produzione artistica maoelarivoluzione
 
assistente alla produzione esecutiva lucio serra
 segretarie di produzione luisa cavalleris / manuela longhi

 

 

                album version   
    begey trip

la tua stanza è blu
hai la tele accesa
che non guardi
stai sdraiato e pensi
non ti serve rintracciarmi
per parlare dai
piatti sporchi
sigarette spente
quante scuse che ti fanno male
non ti serve raccontarmi
è inutile
sono troppo le parole

stringimi

fogli sparsi sopra un tavolo
perdo tempo a ordinarli io per te
non ti serve rintracciarmi
per parlare dai
sono i soliti discorsi

stringimi

 

 

 

 

    unplugged version

magnifiche estensioni praterie
quando l'aria non c'è
ho labbra rasoterra sulla via
lame fredde perchè
la voce mi è venuta ruvida
ora quello che ho
è la mia instabilità
con enorme allegria

è sera non ritorno a casa mia
resto solo con me
ho speso quattro passi
e mastico smarties fumo del blu
benzina e anche un taxi evapora
dentro un giorno che va
il silenzio che ho
è un'enorme allegria

certo lo so
ora ho capito
te lo dirò
come ho perso la mia guerra
con enorme allegria

non cerco comprensione
solo di isolarmi un po'
l'amarezza che ho
è un'enorme allegria

certo lo so
ora ho capito
te lo dirò
come ho perso la mia guerra
ora lo so
certo ho capito
ti canterò
come ho perso la mia guerra
con enorme allegria

 

 

 

    unplugged version

mi tiro su e sento che
qui non ci sto
le stesse facce
le stesse idee
mi chiudono
guardo allo specchio e vedo che
non c'è più spazio intorno

dei fotogrammi
dei miei programmi
scorrono
come ritagli di questi anni
che passano
semplicemente non lo so
se andare avanti oppure

sento di andare al limite

ancora storie da inventare
per vivere
ma non so andarle a raccontare
per questo che
trascino indietro
le mie idee
come un singhiozzo di marea

sento di andare al limite

 

 

 

 

 

l’abbreviazione del nome nel più semplice “mao”, è l'inizio di una serie di cambiamenti che la formazione introduce nell’ultimo anno. la tournee in giro per l’italia influisce non poco sul sound del gruppo direzionandolo verso sonorità sempre più "naturali", basate sulla classica formazione due chitarre, basso e batteria. il lavoro del nuovo disco inizia proprio nelle pause del tour di “sale”, prima in una casa ad ala di stura, poi in una cascina a racca, nelle langhe: la dimensione intima e raccolta della casa diventa lo spazio ideale per la loro musica. i “mao” vogliono garantire la spontaneità e l'emozione del suonare insieme: per mantenere l'autenticità dei suoni, si stabilisce così di registrare l'album in presa diretta e di autoprodursi artisticamente. l'elettronica ed i computer così importanti nel disco d’esordio lasciano spazio ad un sound più asciutto ed immediato che cerca di esaltare la canzone nella sua forma più semplice: ne deriva un prodotto fresco, spontaneo, maturo e non artefatto, dalle sonorità rock più naturali, a tratti acustiche. il disco, in uscita ottobre novantotto, non può che chiamarsi "casa", preceduto in luglio dal primo singolo estratto dall’album, “stringimi”, accolto molto bene dai networks radiofonici e introdotto nelle esibizioni estive, tra cui il neapolis festival con vasco rossi e la finale mondiale dello streetball a milano. l’attenzione alla forma canzone permette agli estratti “satelliti”, “chinese take-away” e “romantico”, quest’ultimo presentato nell’ambito della partecipazione a sanremo giovani, di poter avere un ottimo air play radiofonico, sintomo e conferma del grado di maturità musicale ormai raggiunto da parte della formazione. per la realizzazione dei relativi videoclip nasce la collaborazione con la casa di produzione zerobudget di genova ed in particolar modo con il regista lorenzo vignolo.