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mao, altrimenti detto mauro gurlino, nasce a torino, come piace
dire a lui “a nord di foggia e a sud di aosta”, dove attualmente vive, il sedici
aprile settantuno. laureato in storia e critica del cinema con una tesi sul
musical “yuppi du” di adriano celentano, coltiva le prime esperienze artistiche
spaziando tra la scuola di canto, il coro gospel, le rock bands e l’attività di
dj e speaker radiofonico a suono di “new beat”. post esperienza magnifica
scarlatti, arriva il primo disco autoprodotto con i voodoo, formazione di rock
psichedelico, composta tra gli altri da roberto bovolenta e luca mangani degli
amici di roland. sul modello di bennato, per un periodo si esibisce come solista
nella forma di “one man show” in diverse occasioni: come supporter nel novantrè
al tour “gridalo forte!” dei fratelli di soledad, nei clubs, nei centri sociali,
per le vie di amburgo.
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dopo strane commistioni musicali e altrettanto originali
esperienze artistiche, inizia nel novantaquattro, sotto la supervisione del
produttore max casacci, all’epoca africa unite, ora subsonica, il progetto
maoelarivoluzione: abbandonate le precedenti formazioni, mao, da leader e
fondatore, è alla ricerca di compagni di avventura più vicini al suo spirito:
gira, senza fortuna, l’italia per incontrare e conoscere diversi musicisti,
finchè, ironia della sorte, proprio nel suo condominio, non si imbatte nel
bassista gianluca “mago” medina, ruolo che ricoprirà in futuro nei mambassa.
tramite quest’ultimo, mao conosce il batterista paolo “gep” cucco, mau mau ed
africa unite, ed infine matteo salvadori, chitarrista dei jeremy's joke, futuro
collaboratore di daniele silvestri. formazione al completo, la “rivoluzione” è
pronta. i quattro cominciano a scrivere canzoni e ad esibirsi nei festival rock
riscuotendo positivi giudizi da parte della critica e calorosa accoglienza da
parte del pubblico appassionato delle nuove tendenze del rock contemporaneo. la
prima vera apparizione sul panorama musicale nazionale avviene mediante il parto
d’esordio “sale”, datato febbraio novantasei: disco che prevede un interessante
dialogo tra pop e rock, dalla presenza di sonorità artificiali generate
dall'elettronica. per la pubblicazione dell’album infatti si aggiunge al gruppo
come quinto uomo il dj begey, manipolatore di computer e campionatori, presenza
costante da lì a poco nella registrazione del successivo lavoro. subito dopo
l'uscita di “sale”, inizia un lungo ed intenso tour, che nell'arco di un anno
vede i “rivoluzionari” protagonisti di oltre cento concerti per la penisola,
avendo così modo di instaurare un'ottima intesa con il pubblico e suonare in
molti dei più importanti festival (sonoria / street ball / pellerossa / live
link) e ad aprire il concerto degli oasis al palalido di milano nell’unica data
italiana per la tournee di "(what's the story) morning glory?". mao partecipa
nel frattempo a numerosi programmi televisivi, tra i quali il maurizio costanzo
show, telethon e roxy bar.
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l’abbreviazione del nome nel più semplice “mao”, è
l'inizio di una serie di cambiamenti che la formazione introduce nell’ultimo
anno. la tournee in giro per l’italia influisce non poco sul sound del gruppo
direzionandolo verso sonorità sempre più "naturali", basate sulla classica
formazione due chitarre, basso e batteria. il lavoro del nuovo disco inizia
proprio nelle pause del tour di “sale”, prima in una casa ad ala di stura, poi
in una cascina a racca, nelle langhe: la dimensione intima e raccolta della casa
diventa lo spazio ideale per la loro musica. i “mao” vogliono garantire la
spontaneità e l'emozione del suonare insieme: per mantenere l'autenticità dei
suoni, si stabilisce così di registrare l'album in presa diretta e di
autoprodursi artisticamente. l'elettronica ed i computer così importanti nel
disco d’esordio lasciano spazio ad un sound più asciutto ed immediato che cerca
di esaltare la canzone nella sua forma più semplice: ne deriva un prodotto
fresco, spontaneo, maturo e non artefatto, dalle sonorità rock più naturali, a
tratti acustiche.
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il disco, in uscita ottobre novantotto, non può che chiamarsi
"casa", preceduto in luglio dal primo singolo estratto dall’album, “stringimi”,
accolto molto bene dai networks radiofonici e introdotto nelle esibizioni
estive, tra cui il neapolis festival con vasco rossi e la finale mondiale dello
streetball a milano. l’attenzione alla forma canzone permette agli estratti
“satelliti”, “chinese take-away” e “romantico”, quest’ultimo presentato
nell’ambito della partecipazione a sanremo giovani, di poter avere un ottimo air
play radiofonico, sintomo e conferma del grado di maturità musicale ormai
raggiunto da parte della formazione.
per la realizzazione dei relativi videoclip nasce la collaborazione con la casa
di produzione zerobudget di genova ed in particolar modo con il regista lorenzo
vignolo. dissoltasi nel frattampo l’esperienza di gruppo, mao torna alla tv:
durante la promozione dell’ultimo lavoro infatti incontra
andrea pezzi con il quale instaura, oltre che una collaborazione, una profonda
amicizia, dalla quale scaturiscono diverse produzioni firmate mtv che
teletrasportano il “molleggiato torinese” in tutte le “case”. dapprima mao
affianca andrea pezzi nella conduzione di due serie del programma “kitchen”, per
le quali collabora anche in qualità di autore, in seguito, sempre con questo
sodalizio, conduce l’omonimo programma radiofonico su “radio deejay”, dove ha
modo di ritornare alla sua vecchia passione per la radio, per la quale era stato
autore e conduttore per due emittenti torinesi, radio flash e radio torino
popolare. inoltre, sempre per mtv, realizza la miniserie comica “tiziana” in
onda su mtv nell’estate del novantanove. nel dicembre del duemila inaugura,
sempre come conduttore ed autore, una nuova produzione di mtv dal titolo “romalive”,
ovvero un esperimento di programma interattivo, in onda tutti i giorni in
diretta dalla capitale. tra uno studio televisivo ed un altro, mao collabora con
diversi artisti. storica infatti è rimasta la collaborazione con max gazzè
per l'album "la favola di adamo ed eva" del novantotto in "colloquium vitae".
nel novantanove max gazzè partecipa al concerto romano del primo maggio in
piazza san giovanni in compagnia di mao, con il quale, nel frattempo, ha
provveduto a registrare una nuova versione di "colloquium vitae", più ritmata e
coinvolgente, che esce di lì a poco in un singolo, insieme alla "album version".
a promuoverlo arriva l'ultimo video estratto dal disco per la regia di daniele
persica, girato in un bianco e nero frenetico sulla pista di imola, con max e
mao che cantano e ballano in modo sgangherato. sempre in coppia partecipano
anche al "festivalbar "e ad "un disco per l'estate". collabora inoltre nel
novantanove con i delta v per il disco “psychobeat” prestando la sua voce in “la
mia cosa” e partecipando alla riprese del videoclip “il primo giorno nel mondo”.
nel frattempo mao cura la colonna sonora per "sinonimi di risposta",
cortometraggio firmato dai genovesi angelo potenzieri e massimiliano mosca, per
la quale compone "il sospetto di un'estate": pezzo acustico nel quale chitarra,
pianoforte e voce si alternano e si sovrappongono. non un semplice
accompagnamento, bensì un brano cantato che, al pari di come può fare uno
spettatore, offre la sua personale interpretazione al messaggio del film. “si
tratta di un brano acustico che definirei rock da camera. inizia con la chitarra
acustica che poi lascia spazio al pianoforte, per poi partire con le parole.
quando angelo e massimiliano mi hanno raccontato la storia di “sinonimi di
risposta” avevo già in mente alcuni elementi su cui volevo lavorare. li ho
quindi rielaborati ed amalgamati per creare una canzone adatta al corto in
questione. però, ho voluto comporre un brano con una propria autonomia, non
subordinato al film stesso e ho optato per una canzone che si fa riflessione.
una riflessione sul fatto che la mancanza di risposta alle continue domande che
ci poniamo, può risultare in fin dei conti una risposta stessa e non essere
quindi vissuta come delusione”.
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sebbene la parentesi televisiva abbia
rappresentato un’esperienza fondamentale, rimane la musica la prima e più grande
passione di mao. nel giugno del duemilauno infatti pubblica un primo singolo
intitolato “prima di addormentarmi” ed affronta un mini tour estivo,
comprendente due tappe firmate “tora! tora!”, festival itinerante della musica
alternativa italiana, concepito dal “ministro” manuel agnelli degli afterhours.
in settembre finalmente viene alla luce “black mokette”, gioiellino vintage
scritto a quattro mani con morgan dei bluvertigo, il quale quindi firma la
co-produzione artistica. il lavoro, primo da solista per il cantautore torinese,
si situa a metà tra le atmosfere elettropsichedeliche di "sale" e quelle più
minimali di "casa", richiamando gli ambienti degli anni settanta.
contemporaneamente all’uscita del disco viene pubblicato un secondo singolo per
“un mondo diverso”, all’interno del quale sono presenti due inediti. nel
frattempo
con il
concittadino dj di maggio, mao forma il progetto estemporaneo lekojak, che
prevede una jam session fra musicisti e dj’s.
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nell’autunno del duemiladue pubblica la colonna sonora di “500!”,
pellicola realizzata da tre registi, giovanni robbiano, lorenzo vignolo, matteo
zingirian, animata da un nutritissimo cast di attori tra i quali andrea bruschi,
veronika logan, massimo olcese, manuela ungaro, ugo dighero, rolando ravello,
mauro pirovano, lella costa, ed bishop e molti, molti altri. il film, singolare
caso nel panorama italiano di autoproduzione cinematografica, vede comparire mao
come attore nei panni untissimi di un meccanico, inaugurando un’attività che lo
vede partecipare ad alcuni lungometraggi, quali “perduto amor” del maestro
battiato e “a/r andata+ritorno” di marco ponti, e protagonista di alcuni
cortometraggi, come “la gara di salto sulle uova” di enrico iacovoni, “garage
madama” di nicola rondolino e “l’inquilina del piano di sopra” di igor mendolia.
nel frattempo nel duemiladue partecipa ancora al “tora! tora!” sotto lo
pseudonimo di “bit reduce”, con il quale pubblica l’anno venturo “bad boy
screaming’” per la compilation “piemonte groove”. “bit reduce” ovvero
esperimento di musica elettronica, se con quest’ultima etichetta intendiamo la
fusione tra strumenti elettronici ed acustici: la modalità nel suonarli, ovvero
il classico homestudio dominato da economici computer, caratterizza il sound del
progetto e li inserisce nell'ambito della musica elettronica in senso lato. la
tecnica consiste infatti nel suonare delle session come una qualunque rock band
e farne dei campioni, in modo da poterli usare come se fossero dei loop presi
dal vinile. l'attenzione è sempre rivolta al ritmo, al beat, inserito in una
struttura simile a quello della classica pop song; in questo senso è un percorso
che va dai beatles agli underworld, come dai mano negra a rino gaetano. sulle
programmazioni house e sui riffs sintetici dell'ultima generazione continuano a
fare da padrone delle semplici e intelligenti melodie vocali che, confuse negli
impasti con i campionamenti e i delays, e accompagnate dal suono delle chitarre,
sono il tramite che lega una realtà da club ad una forma canzone. nei testi
l'intenzione è quella di attualizzare il linguaggio, sentirlo vivo, integrando
l'italiano e l'inglese non per un vezzo, bensì per documentare un processo che
possiamo rilevare quotidianamente nella lingua parlata. il progetto nasce
all'inizio del duemiladue a torino, nell'ambito di quel fenomeno che è la scena
musicale di questa città, stimolato dal suo ambiente e dalla sua club culture
sempre più pulsante. in questo senso l'estrazione diversa dei due componenti,
ovvero kino, programmatore e tecnico del suono, già collaboratore di africa
unite, bluvertigo e vinicio capossela, ed il nostro mao, rappresenta bene la
linea della loro musica che si muove tra chitarre acustiche e drum machine. i
"bit reduce" fanno la loro apparizione in diverse serate nei club di torino,
come docks home, bar bar, hiroshima mon amour, roma, ai magazzini generali,
milano, allo storico leoncavallo, per alcune installazioni sonore, alla galleria
d'arte san filippo neri e alla villa capriglio, ed una partecipazione al già
citato “tora! tora!”. mao intanto scrive l'introduzione al volume "imagine" di
guido michelone, opera che analizza il rock-film tra nuovo cinema e musica
giovanile. nel duemilatre per conto dell’ università degli studi di milano
bicocca organizza dei seminari di “public speaking”.
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collabora inoltre con la “fondazione sandretto
re rebaudengo” di torino attraverso l’associazione culturale “torinoflusso” di
cui è presidente, la quale coordina alcune iniziative tra cui “cortocorto" (cortocorto.it),
sorta di showcase che presenta all’interno di una stessa serata cortometraggi e
dj sets. nel duemilaquattro con la sigla “u-matic” e avvalendosi della
collaborazione ancora una volta del dj di maggio, pubblica “da nessuna parte”
per la sound di track “a\r andata+ritorno”. il quattrordici maggio viene
distribuito radiofonicamente "electro samba", estratto dall'album di prossima
pubblicazione. in quest'ultimi periodi, mao e soci di "cortocorto" sono
impegnati nell'animare il nighclubbin' torinese con le sonorizzazioni di
cortometraggi previste in "duel / dj soundtracks contest":
ospiti di mao sono,
infatti, dj’s, musicisti, musicofili, abbastanza coraggiosi da affrontarsi in un
contest di
sonorizzazione di un cortometraggio o di uno spezzone di lungometraggio: il
padrone di casa decide il soggetto ed i due sfidanti improvvisano, alternandosi
in consolle o dal vivo, una vera e propria “soundtrack” di accompagnamento
dell’opera. a decidere il vincitore del contest il pubblico in sala, la cui
preferenza si imbatte nell’ormai famoso “applausometro”. "duel" diventa quindi
nel duemilaquattro uno
dei traini invernali del barcode, ma, con il bel tempo, si sposta in riva al
fiume ai murazzi, allo storico giancarlo, per approfittare della piacevole
frescura che il po regala. tra luglio ed agosto, nella sessione estiva,
dall'esperienza di "duel"
nasce "duel / five!", una rassegna di cinque appuntamenti che raccoglie
musicisti e dj della scena underground torinese del calibro di
linea77,
eiffel65,
perturbazione,
francesco c,
roger rama,
general elektrik,
oxtongue e
ezra. gli artisti si sfidano nella sonorizzazione dell'estratto
di film scelto tra i lavori dei registi italiani emergenti:
gallianone,
verra,
rondolino,
pozzi e
vignolo. il contest di sonorizzazione viene anticipato
all'aperitivo da un salotto condotto da
mao che
coinvolge di volta in volta i musicisti contendenti e l’autore della pellicola
sonorizzata, che cerca di analizzare la musica come universo con i suoi usi e
costumi, miti e leggende, capace di trovare i suoi protagonisti non solo nelle
star naturali di questo mondo, i musicisti, ma anche in tutto quel corollario di
personaggi che gli ruotano attorno: roadie, groupies, tour manager, mascotte, pr,
door selector, giornalisti, fotografi, parassiti vari, intorno ai quali nascono
aneddoti, miti, leggende che si consumano dentro un camerino o sotto una
consolle, in un tour bus come in una camera d’albergo.“il salotto di mao” nacque
già come appuntamento della domenica sera del “caffè procope”, dalla
collaborazione e con l’interesse di “musica 90”, per sviluppare un singolare
esperimento di talk-show tenutosi nel novantasette a torino. poco prima delle
esperienze con mtv e radio deejay, mao inaugurò infatti una serata che aveva
come oggetto l’intervista a un ospite condotta sul palco di un locale. si
alternarono da luciana littizzetto a madaski, da giancarlo dei murazzi a paola
maugeri, dando vita ad uno strambo salotto cittadino, che veniva regolarmente
diffuso anche sulle frequenze di radio torino popolare. questa nuova edizione
vuole prendere spunto dalla precedente per realizzare un “post-varietà”, dove
sul palco ogni settimana si incontrano-scontrano diversi ospiti e situazioni,
attraverso l’utilizzo di interviste, musica, corti e quant’altro. da questa
esperienza ne verrà estratto un documentario, "i comizi di mao", sulla scena
underground torinese: mao, con il suo stile ironico, ci introdurrà in questo
mondo attraverso interviste, spettacoli live, session di registrazione in studio
e circostanze fortuite. partecipa intanto alla webcompilation della “torino
indipendente” "to_potlach" scaricabile gratuitamente e assembleata da
ilcielosutorino.org con la collaborazione di loser web rock radio: l'inno ska
"gridalo forte!" passa per le mani di mao, a distanza di dieci anni dalla sua
attività di supporter alle tournee dei fratelli di soledad, e diventa una
ballata appena sussurrata a metà tra lounge e tex-mex. tra i tanti impegni, mao
riesce in ogni caso a trovare tempo per dar vita ad un ambizioso progetto, da
anni nella sua testa: "labase" (labase05.it),
network, quale attività di
sperimentazione e ricerca, aperto a tutti coloro i quali vogliono intervenire
per un rinascita della canzone italiana. l’idea è molto semplice: gettare una
base da cui partire per costruire un altro modo di fare musica. under
costruction una compilation e uno spettacolo live. in
agosto mao ritorna a lavorare come produttore artistico per il debutto dei
giovani concittadini malaombra. in autunno presenta ufficialmente il progetto
“labase05” al meeting delle etichette indipendenti di faenza, accompagnato da
due gruppi aderenti al network, i torinesi toe! e i trentini samle. nel
frattempo per l’associazione culturale cortocorto riprende la programmazione di
“duel”, ancora da giancarlo, e de “il salotto”, questa volta trasferendosi al xò
di torino.
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con l’anno nuovo si appresta a lanciare un suo
“video-blog”, o come piace dire a lui “vlog”, con il quale insieme ai suoi soci
di cortocorto interagisce con la rete per commentare gli appuntamenti
settimanali. il padrone di casa quotidianamente posta infatti un video delle
serate appena trascorse e di quelle che li attenderanno a breve. "lavoro in uno
studio a torino in san salvario (si tratta di un'ex videoteca, più precisamente
il mio studio è ubicato nella stanza che era dedicata ai film porno) dove faccio
musica e video. ogni mercoledì organizzo da giancarlo ai murazzi una serata che
si chiama "duel / soundtrack contest", ogni domenica un'altra che si chiama "il
salotto", mentre si è appena concluso il ciclo di appuntamenti chiamato
"labase05". tutto questo materiale contribuirà al mio prossimo disco, che avrà
una colonna visiva: in sostanza un disco documentario che si svolge a torino…".
"metti di avere già tutto dalla musica: la grande major mtv, la grande stampa e
metti di pensare di ricominciare a suonare: è quello che fa mao. quello che
sembrava il nuovo cementano. il primo che ha miscelato in italia
pop-rock-elettronica seminando quello che poi altri hanno raccolto. giù il
cappello il ragazzo è tornato in città!" così il versatile artista viene
presentato per il suo ritorno sul palco il ventotto gennaio al hiroshima mon
amour. già, pur essendo ancora "working in progress", la pubblicazione del
prossimo disco di mao, al momento intitolato "piuma", non preannuncia altro se
non il ritorno della "rivoluzione"…
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(photography
©
rocco fatibene \ pasquale modica \ silvia pastore)